Mostra – MARIO CAPPONI Artista artigiano 1937-2005

Falegname, ebanista, restauratore di mobili antichi, pittore, scultore e designer, Mario Capponi è stato un artigiano d’alta scuola che ha utilizzato il materiale di elezione – il legno – sia in senso proprio che secondo un “riuso in soggettiva” consegnandosi alle avventure dell’arte. Il suo percorso artistico si snoda lungo lo sfumato confine in cui si incontrano artigianato ed arte, travasando dati ed esperienze da un contesto all’altro in modo sempre nuovo e creativo, affermandosi con tutta a maestria di una pratica tramandata, unita alla forza dell’immaginazione e dell’invenzione. La padronanza delle materie e delle tecniche, la straordinaria abilità manuale, la non comune capacità di lavoro, la finezza di gusto e lo slancio creativo fanno di questo artista “ritrovato” una testimonianza eloquente dell’ethos che ci accomuna e una delle espressioni più alte del talento delle Marche.

MARIO CAPPONI nasce a Montecosaro (Macerata) il 1 dicembre 1937. Falegname come suo padre Siro, nel 1972 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Macerata, nella sezione Pittura sotto la guida di Remo Brindisi, respirando il clima vivace e fecondo della ricerca aperta e sperimentale che in quegli anni faceva di tutta la città, con le sue iniziative artistiche, un laboratorio di punta dell’arte contemporanea. Nascono in questo periodo le sculture “a incastro”, con l’utilizzo di tecniche di giunzione dell’industria primitiva del legno – l’incastro a coda di rondine o a farfalla – in cui la poetica primitiva viene interpretata in chiave post cubista e costruttivista. Allo stesso periodo e allo stesso universo formale appartiene una raffinatissima serie di pitture geometriche dallo spazio rarefatto e dalle forme essenziali su cui via via si addensano inserti materici e mimetici, fregi numerici, intrecci segnici. Negli anni ’80 la statica cubista trapassa nella dinamica futurista con le sculture “a raggiera” o a ventaglio. Forme plastiche libere, aeree, mobili, aperte allo spazio e alla luce, da cui nascono progetti di sculture per spazi aperti e progetti di design d’interni e di arredo urbano. Negli anni ’90 torna a frequentare la pittura, a cui si dedica quasi esclusivamente. Attraverso la lezione esemplare di Alberto Burri, l’artista riepiloga la tradizione del collage, dell’informale materico, e dell’Espressionismo astratto, l’approvazione pop degli oggetti e delle immagini della comunicazione e del consumo. Con slancio inventivo e con soluzioni di volta in volta inedite, come nella serie dei telai, Mario Capponi è rimasto fedele per materiali e per tecniche al mondo della falegnameria, dell’ebanisteria e del restauro. Muore il 3 luglio 2005.

Nel 1997 partecipa insieme a Francesco Colonnelli e Massimo Ventura, con l’azione/scrittura Uno spettro si aggira per l’Europa alla I Settimana Internazionale della Performance, Bologna, Galleria d’Arte Moderna. Azione già inaugurata nello stesso anno alla Galleria del Falconiera, Falconara.
Nel 1980 partecipa a Lo spazio possibile, artisti giovani nelle Marche, a cura di Marilena Pasquali, Ancona/Civitanova Alta.
Nel 1981 mostra personale allo Spoleto Festival, Spoleto.
Nel 1983 partecipa alla mostra organizzata per il Congresso ICSID Design ’83, Cascina Grande di Rozzano, Milano.
Nel 1985 le sue sculture vengono utilizzate per l’allestimento scenografico della manifestazione Dal monologo drammatico all’attore concertante, con Anna Proclemer e Giorgio Albertazzi, Montalcino.
Nel 1989 partecipa al Premio Marche.

La mostra sarà visitabile con ingresso libero dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 20, la domenica dalle 17 alle 20.
Tutte le attività del Politeama si svolgono nel rispetto delle normative anti Covid-19, l’ingresso è consentito esclusivamente ai possessori del Green Pass “rafforzato”.

DOVE
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QUANDO
dal 29/01/2022
al 27/02/2022

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