MOSTRA
ART EXHIBITION di Maria Ersilia Valentini e Giulia Piangatelli rappresenta l’incontro artistico tra madre e figlia dove a fare da protagonisti sono volti e paesaggi che conversano tra loro in un tempo sospeso, dilatato.
Volti enigmatici, sfuggenti, come attraversati da una sacralità arcaica e femminile, si affacciano su atmosfere rarefatte, prive di coordinate precise, ma cariche di suggestioni. Accanto a essi, paesi antichi a volte deformati e instabili immersi nella neve o nel blu profondo della notte.
MARIA ERSILIA VALENTINI – DILATAZIONI SIMBOLICHE
Acquarello, acrilico, inchiostro di china, questi tre elementi proseguono il tragitto-storia pittorica di Maria Ersilia Valentini. Mircea Eliade ha parlato di una “dilatazione simbolica”, la quale girerebbe intorno alla triade corpo-casa-cosmo e la Valentini la raffigura pienamente. La pittrice introduce citazioni non casuali: la neve perenne, il suo bianco e implicito silenzio, tale da abbattere e, si direbbe, metabolizzare il frastuono, qui il piccolo paese è anima. Leggera e volatile tanto quanto l’azzurro di Osvaldo Licini. Questa levitas che sostiene il discorso “poetico” di Maria Ersilia Valentini si accomuna, e non poco, alle azzurrità di Chagall e alla condensazione sul paesaggio, in particolare quella della serie “bianca” di Maurice Utrillo. (Guido Garufi, critico letterario e poeta)
GIULIA PIANGATELLI – DEE E DANZATRICI
C’è qualcosa di moderno – anzi d’antico – nelle opere di Giulia Piangatelli, realizzate ad inchiostro pigmentato e pittura acrilica su fogli di carta Cotton e foglia d’oro. Figure, teste femminili tanto arcaiche quanto a noi contemporanee che sembrano incontrarci dopo aver percorso uno spazio e un tempo lontanissimi; immagini quasi tribali e al tempo stesso eteree e intangibili; sfuggenti, delicatissime e prorompenti…insieme solari e notturne, in definitiva Dee e Danzatrici. Volti femminili, dall’aria assorta, introspettiva appaiono tracciati di getto, come colti in attimi di sospensione, di dilatazione del tempo che oltrepassa il quotidiano. Queste donne appartengono anche alla stirpe di certe figure femminili dipinte da Ernesto Treccani: eteree, fluide di una sostanza che pe alcune parrebbe di piante acquatiche. Penso sia impossibile non amare di questi dipinti la forza evocativa, la sacralità di ogni presenza, il tentativo di riportare alla luce in noi stessi quelle intime atmosfere tutto sommato mai dimenticate; quei luoghi segreti a partire dai quali sarebbe stata possibile un’avventura umana del tutto diversa. (Luca Sturolo, architetto e pittore)
La mostra è ad ingresso libero e visitabile tutti i giorni dalle ore 17,00 alle ore 20,00.